La mia storia

La mia storia alpinistica nasce relativamente tardi a 18 anni, quando dopo aver smesso di giocare a calcio seriamente, mi imbatto casualmente con vecchie conoscenze di avventure scoutistiche (se così si possono definire). Immaginatevi una calda serata estiva a Legnago, ridente cittadina sulle rive del fiume Adige nel mezzo della pianura Padana; quattro tipi aggrappati ad un muro scalcinato di mattoni che scalano… mi fermo scendo dalla moto e provo anch’io. Da quel momento scopro l’arrampicata, poi l’alpinismo e lo sci-alpinismo attività nella quale utilizzerò le doti di sciatore che sin dall’età di 6 anni il papà Dario mi ha trasmesso. Arrampico estate ed inverno su roccia e ghiaccio con amici e conoscenti per quasi 20 anni, senza mai pensare lontanamente di trasformare questa passione in un lavoro. Nel 2000 durante il lungo rientro da una arrampicata sulla cima di Mezzodi  in Val Pramper, uno dei “bimbi” (Chiodo e Poldo) due amici e compagni di scalata che all’epoca erano poco più che principianti, mi chiede: “perché non fai la guida alpina?” io scoppio in una fragorosa risata. Considerando la domanda una battutaccia. Mi accorsi però che il ragazzo era serio; la cosa era preoccupante!  Da quel giorno, in me si accese una lampadina che diveniva via via sempre più luminosa. Nel 2001 complice una situazione poco piacevole nell’azienda in cui lavoravo come direttore del post vendita nel settore del condizionamento e refrigerazione (non centra niente con la montagna, anzi la danneggia..) decisi di cambiare un po’ le carte in tavola: cambiai lavoro, passai al servizio assistenza di una nota ditta di caldaie (inquinante anche questa ma relativamente indispensabile) e cominciai i corsi per acquisire il titolo di guida alpina. Cominciai a lavorare come guida alpina a Lonigo (VI) ai piedi dei Colli Berici, lasciai il lavoro di tecnico del riscaldamento e come integrazione al lavoro di guida feci il consulente tecnico per una ditta di impianti enologici (cantine produttrici di vino), la refrigerazione ed il riscaldamento centravano ancora, ma il fine porta il sorriso sulle labbra di molti.

Dal 2007 ad oggi lavoro a tempo pieno come guida alpina. A questo proposito, invito tutte le giovani guide alpine IFMGA ed aspiranti guida a credere in questa bellissima e difficile professione. Mi sento di affermare che il corso per diventare guida alpina IFMGA è un’esperienza unica e purtroppo o per fortuna, riservata a pochi, tuttavia quello a cui faccio riferimento ed attingo ogni giorno che lavoro, è l’esperienza acquisita negli anni, la quale ha un valore inestimabile ed è ciò che si distingue in un professionista. Con questo non mi ritengo  per niente arrivato, anzi sono convinto che è il nostro buon punto di partenza.

Che dire! Una storia di vita alquanto bizzarra! Se tornassi indietro la rifarei!

 

One life, live it!