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Tenerife in Action Novembre 2013

LA VACANZA IDEALE

Una Vacanza multisport all’isola di Tenerife. “Benvenuti nell’isola dell’eterna primavera” recita uno dei tanti slogan turistici, ma in effetti uno dei punti forti delle Canarie, e di Tenerife in particolare, é il clima, con una temperatura mite tutto l’anno che oscilla tra un minimo di 16º e un massimo di 28º.

 

L’ isola offre una moltitudine di attivita’ da farsi durante la giornata. Dalla piu’ normale giornata passata a prendere il sole e facendo bagni in spiaggia ai piu’ movimentati percorsi trekking, parapendio, MTB, arrampicata. Ogni giorno qualcosa di diverso, non si esclude anche un sano e dolce far niente che a volte rilassa.

INFO GENERALI

Tenerife è la più grande delle sette isole che compongono l’Arcipelago Canario; è situata tra i paralleli 28 e 29 N ed i meridiani 16 e 17 O, leggermente al Nord del Tropico del Cancro, ed occupa una posizione centrale tra le isole di Gran Canaria, La Gomera e La Palma.

L’isola si trova a poco più di 300 Km. dal Continente africano ed a 1.300 Km. circa dalla Penisola iberica.

CLIMATOLOGIA

Tenerife è conosciuta in campo internazionale come l´isola dell´eterna primavera. La sua situazione geografica, in una frangia immaginaria che circonda il pianeta e nella quale sono ubicati alcuni dei punti turistici più privilegiati del mondo, fa che questa specie di slogan non s´allontani molto dalla realtà costatabile.
A questa bontà climatica contribuiscono molto i venti dominanti – gli alisei -, la propria orografia e la fredda corrente marina delle Canarie, benefica responsabile del fatto che le acque delle coste e spiagge di Tenerife fruiscano sempre di magnifiche temperature, a volte al dì sopra delle ambientali.
In generale il clima dell´isola è molto mite, temperato e moderato in qualsiasi epoca dell´anno. Non ci sono stagioni di freddo intenso né di calore asfissiante. Le temperature medie oscillano tra i 17 ed i 18 ºC in inverno, fino ai 24 o 25 ºC dell´estate. Questi sono valori relativi e molto generalizzati, applicabili soprattutto alle zone costiere dove sono situate le località ed i complessi turistici.

FLORA E FAUNA

Nonostante la sua ridotta dimensione 2.034 km2, pur essendo la maggiore dell’Isole Canarie, l’isola di Tenerife possiede una sorprendente diversità ecologica frutto di speciali condizioni ambientali, l’accidentata orografia dell’isola modifica localmente le condizioni climatiche generali, ciò dà luogo ad una ricca varietà di microclimi. Quest’abbondanza di microclimi e, conseguentemente, di habitat naturali, si riflette chiaramente nella vegetazione insulare, formata da una flora ricca e variata (1.400 specie di piante superiori), fra le quali primeggiano numerose specie autoctone Canarie (200) e di Tenerife (140).
Disponendo di questo patrimonio vegetale formato da circa 140 specie esclusive, l’isola di Tenerife presenta la maggiore relazione di flora autoctona di tutta la Macarronesia.

La fauna insulare è anche interessante, con un elevato numero di specie autoctone tra gli invertebrati e specie uniche, per quanto riguarda i rettili, volatili e mammiferi. L’inventario faunistico di Tenerife si stima in 400 specie di pesci, 56 di volatili, 5 di rettili, 2 di anfibi, 13 di mammiferi terrestri e varie migliaia d’invertebrati, oltre ad alcune specie di tartarughe marine e cetacei.

STORIA E LEGGENDA

LEGGENDA
Senza essere entrati ancora nella Storia, le Isole Canarie sono presenti nella leggenda, come quelle terre mitiche che si trovavano oltre le Colonne d’Ercole, dello Stretto di Gibilterra, in direzione del Mare Tenebroso. Qui situarono molti autori classici il Paradiso, i Campi Elisi od il Giardino Degl’Esperidi, anche se una delle prime testimonianze certe sulle isole lo dobbiamo a Plinio, che nel secolo I, ci parla di una spedizione inviata dal re mauritano Juba, nella quale si portarono come ricordo dell’avventura, degli enormi cani dai quali deriva il nome dell’arcipelago: Canarie, da cane o cani. Esistono, ancora, superbi esemplari di una razza autoctona di cani da presa insulari, con un fiero ed impressionante aspetto, chiamati verdini (o bardini secondo l’isola).
Non è curioso che, le prime narrazioni leggendarie o storiche sulle Canarie, si facesse, di solito, una menzione speciale a Tenerife, che si denominò anche Nivaria, giacché, in queste latitudini, l’immagine di un’enorme montagna innevata, visibile da molti chilometri in lontananza e, che spunta al dì sopra delle nubi più alte, doveva essere uno spettacolo molto emozionante per quegli antichi naviganti.
I GUANCI
Sino alla sua conquista da parte degli Europei, che si prolungò per quasi tutto il XV secolo, le isole erano abitate da una popolazione, forse d’origine Nord Africana, immersa nel paleolitico, sebbene con certi indizi di una cultura leggermente superiore per quanto concerne l’aspetto religioso ed artigianale.
I Guanci – popolazioni preispaniche di Tenerife – vestivano in maniera semplice, con pelli ed il tutto fa pensare che ignoravano l’arte della navigazione. Tuttavia, seppellivano con cura i loro morti, mummificandoli, con tecniche molto efficaci, in certi casi, ed avevano una predilezione speciale per gli adorni. Lavoravano la creta – anche se non conoscevano il tornio – e le loro lance (chiamate añepas) finivano con punte di pietra vulcanica molto affilate.
Molti autori antichi – ed alcuni moderni – opinavano che le Isole Canarie fossero i resti visibili, ed i più elevati, di un continente sommerso: l’Atlantide. Inoltre, che i Guanci fossero i discendenti degli Atlanti. I figli ed i nipoti degli abitanti delle montagne di quel leggendario mondo, che, d’improvviso, a seguito di un’ecatombe, si videro trasformati, loro malgrado, in isolani. L’incapacità marinaia di questi popoli e la loro mancanza di comunicazione tra le isole, nonostante fossero visibili a vista d’occhio, unita all’enorme statura di alcuni di loro – se diamo credito a certe testimonianze che affermavano aver visto molti giganti nell’isola -, hanno reso attrattive queste ipotesi scarsamente scientifiche.

STORIA
LA CONQUISTA
Quando i conquistatori spagnoli arrivarono in Tenerife, l’isola era divisa in nove piccoli regni o menceyatos; ognuno comandato da un monarca o mencey, che veniva assessorato da un’assemblea d’anziani.
La conquista dell’arcipelago era iniziata formalmente nel 1402 con le incursioni di Jean Bethencourt e Gadifier de la Salle, in nome d’Enrico III, nelle isole di Lanzarote, Fuerteventura e l’Hierro, terre che si annessero con una certa facilità alla corona di Castiglia. Fernán Peraza fece lo stesso con la Gomera. Tenerife è l’ultima isola che si conquista, a questo punto, già per i Re Cattolici. La lotta è qui sanguinosa e gli spagnoli, comandati da Alonso Fernández de Lugo soffrono alcune sconfitte spettacolari, come quella de La Matanza nel 1494. Un anno dopo Fernández de Lugo ritorna con un nuovo esercito e cambia la sorte sul campo di battaglia. Alcuni Menceyes si alleano con gli invasori. Altri preferiscono il suicidio piuttosto che capitolare, come Bentor. Con la vittoria su Bencomo, Mencey di Taoro – quella che oggi si chiama Valle dell’Orotava – nel 1496, termina la conquista di Tenerife e delle Canarie.

CANARIE ED AMERICA
La forzata entrata delle isole nella Storia – quando ancora dura la lotta in Tenerife, Cristoforo Colombo fa scalo nella Gomera, proveniente da Palos, prima di intraprendere la sua rotta provvidenziale – non significa, fino a quel momento, una perdita del carattere fantastico e leggendario di queste terre per la prospettiva Europea. Un aneddoto: il primo uomo che viaggio verso la luna, nella letteratura moderna, lo fece dalla cima del Teide. Era il Sivigliano Domingo González, eroe della novella di Francis Goldwin A man in the moon e tale storia successe nel 1600.
Durante un lungo periodo, le Canarie sono state unite all’America come passo obbligato per le navi in rotta verso il Nuovo Continente. I canari parteciparono attivamente, come colonizzatori, nella nascita di nazioni e città. Furono famiglie insulari, per esempio, che fondarono le città di Montevideo, di Sant’Antonio nel Texas, e di San Bernardo (Luisiana) – nella lista dei difensori di El Alamo abbondano i cognomi nettamente Canari.